La storia

In una notte del mese di agosto 1889 gaetano zuccone non riesce a prendere sonno. Decice di alzarsi e andare a sedersi dietro la propria scrivania e di affidare ad una lettera tutto quello che non aveva mai avuto il coraggio di dire alla moglie maria, che nel frattempo dormiva di fronte a lui, nel letto. In queste righe gaetano zuccone spiega alla moglie i suoi sentimenti. E il tutto,  sebbene a più di cento anni di distanza, appare, molto attuale: gaetano e maria non sono mai riusciti ad avere bambini, anche se avrebbero certamente voluto una famiglia grande e numerosa, ma non si sono arresi e, chiusa la bottega di torino, ritornano a quarona con l'intenzione di aprire una casa d'asilo, nella quale ospitare tutti quei piccoli che sarebbero stati soli in attesa che i genitori finissero la giornata lavorativa.
decide di aprire questa scuola con lo stesso spirito con cui un uomo decide di diventare padre. Decide di aprire questa scuola per agevolare il suo paese d'origine, per offrire un servizio nuovo, che si conosceva solo in città, per portare un'innovativa cultura dell'educazione dell'infanzia. Apre e offre questa casa per i bambini, decidendo di accoglierli come suoi figli, facendo tacitamente loro quelle promesse che ogni genitore rivolge al proprio bambino prima che questi nasca. Nel frattempo passano gli anni e, dopo aver assistito all'apertura e alla gestione dell'offerta, gaetano se ne va, ma il suo spirito sopravvive ancora oggi tra le sale del suo asilo, aiutato da quella didattica impartita quotidianamente dalle maestre, che ogni giorno ricordano nei loro insegnamenti quei precetti e quelle intenzioni che spinsero zuccone a questa impresa.

Storiatre
Storiauno
Storiadue

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